Nei pressi di Duino, alle pendici del monte Hermada, affacciata sul mare e poco distante da importanti vie di comunicazione, si trova la cavità naturale oggi conosciuta come Grotta del Mitreo o del Dio Mithra. Nonostante la sua ubicazione a contatto con un’area altamente antropizzata, la sua scoperta avvenne solo alla fine degli anni ‘60 da parte dei geologi della Commissione Grotte. Ciò fu dovuto al fatto che l’ingresso della grotta era nascosto alla vista da sedimenti che ne impedivano l’accesso, cosa che di fatto la salvaguardò dalla profanazione durante le due guerre mondiali che in questi luoghi crearono molti danni. Dopo che furono effettuate le operazioni di scavo e ripristino della cavità originaria, ciò che venne alla luce fu sorprendente. Grazie ai reperti rinvenuti, tra cui molte monete utilizzate come offerte e databili all’incirca tra il I ed il IV secolo, fu possibile appurare come la grotta fosse adibita alla venerazione del Dio Mithra, un culto molto diffuso in epoca romana prima dell’affermarsi del Cristianesimo, col quale addirittura si trovò in contrapposizione. L’origine di tale culto è riconosciuta nel mondo orientale indo-iranico e si ritiene che sia giunta in occidente soprattutto grazie ai mercanti ed ai soldati. A sostegno di questa ipotesi il fatto che il culto di Mithra si sviluppò soprattutto nella vicinanza delle città portuali. Duino era posta alla foce del Timavo e nei suoi pressi fu accertata la presenza della XIII legione Gemina, di stanza in oriente, mentre le genti del luogo erano arruolate nella XV legione Apollinare che prestava servizio in Asia Minore. Non si conoscono con esattezza tutte la peculiarità legate alla figura di questo Dio, quello che risulta certo è che si trattava di un culto esoterico, legato alla vittoria della luce sulle tenebre; solitamente le cerimonie di adorazione del Dio terminavano col sacrificio di un toro, che rappresentava la materia e l’oscurità, in onore del sole. La presenza all’interno della grotta di un altare in pietra calcarea, contornato da due banconi sempre in pietra, restituisce l’immagine del sacerdote intento alla preghiera; sulla parete di fondo il reperto più prezioso, una stele in cui è raffigurato il sacrificio del toro. L’importanza di questo luogo, oltre che per l’antichità dei reperti, è dovuta al fatto di essere l’unico luogo in Italia in cui la presenza del culto del Dio Mithra è testimoniata in ambiente naturale. Degna di nota la vicinanza della grotta alle foci del Timavo, luogo che oggi possiamo visitare per la bellezza della natura, ma in cui nell’antichità era presente un tempio dedicato al Dio delle acque Timavus. Il sito è raggiungibile a piedi, attraverso un sentiero (sconnesso nell’ultima parte). Visite guidate, per conto della Soprintendenza ai beni culturali, sono effettuate – di norma – ogni sabato (oppure su richiesta), dalle ore 10,00 alle ore 12,00. Il ritrovo è alle 9.45 alla Stazione della Guardia forestale di Duino. Maggiori informazioni sono disponibili qua: Grotta del Dio Mithra
Il tempio del dio Mithra dista dalla casa del bambù 24 km ed è raggiungibile, in auto, in circa mezz’ora, attraverso la strada statale che porta a Trieste.
Indicazioni stradali: Google Maps
